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Opinione di... Robi Ronza, giornalista e scrittore

Fotografo a suo agio tanto sui ghiacciai del massiccio del Rosa, la montagna di casa dei varesini, quanto nelle vallate del Tibet e del Nepal, tanto nelle tranquille piazze dei villaggi delle Prealpi quanto in zona di guerra o di catastrofe, Carlo Meazza ha una straordinaria capacità di cogliere con cura, e con grande rispetto verso chi ritrae, l’umano in ogni situazione, il tutto nel frammento.
La fotografia è un attimo, ma vale solo nella misura in cui in quell’attimo fissa qualcosa di perenne. Meazza ne è capace. Non è il solo ovviamente, ma è uno dei non molti che sanno farlo senza cascare nella trappola dell’ideologia o dell’estetismo.
Fotografo di alto livello ma di un’umiltà che oserei dire irrefrenabile, tanto più nel mondo in cui viviamo è perciò fatalmente precluso dai facili successi. Nondimeno ha dalla sua una grande produzione, spesso sfociata in libri indimenticabili, che sempre più gli assicura diffusa stima, disinteressate amicizie e grandi apprezzamenti in Italia e altrove.
Avendo tra l’altro viaggiato con lui per diversi anni realizzando reportages anche in zone di crisi, mi piace ricordare che egli è pure una persona con la quale si lavora bene e si vive senza fatica intendendosi con poche parole e nel rispetto delle rispettive competenze.