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Opinione di... Carlo Zanzi, insegnante e scrittore

L'idealismo che si fa immagine
Ho sempre amato l’accostamento di immagini e parole. Il poter realizzare un libro con il fotografo Carlo Meazza era fra i miei desideri. Perché di Meazza apprezzo l’idealismo, che si riconosce nella predilezione per alcuni luoghi e soggetti, nell’uso del bianco e nero, ma ancor prima in scelte di vita mai di comodo.
Sapevo che Carlo Meazza – come me anche se in modo assai più critico – ama Varese, la sua gente, le montagne, i laghi, i fiumi prealpini. Così nel 1998 è nata la nostra prima collaborazione: unire liberamente, senza un filo conduttore preciso, i miei corsivi su Varese e alcune sue foto in bianco e nero. E tale preferenza (il bianco e nero) si è ripetuta anche per il nostro ultimo lavoro comune: Carlo Meazza ha illustrato il mio racconto lungo ‘Vicolo Canonichetta’.
È molto riduttivo definire Meazza un fotografo del territorio varesino: ha girato il mondo e ci ha regalato il suo sapore. Io ho approfittato della sua versione ‘locale’, con una sola eccezione, della quale un po’ mi vanto: aver pubblicato il suo (sino ad ora unico) nudo di donna.